lunedì 15 agosto 2011

Capo Nord: Tappa 10

5 Luglio 2011

Badderen (N) – Capo Nord (N) 350 km

Tappa 10

Bene, questa volta ci siamo… dopo anni e anni finalmente un vecchio sogno si sta per realizzare. Sono a poche ore dal globo.. se il diavolo non ci mette la coda….
Forse siamo tutti e tre un po’ ansiosi ma alle 6 siamo già fuori dalla casetta… a fare foto e filmati. Anche oggi giornata di una commovente bellezza….
Se regge 12 ore siamo a Capo Nord col sole.

Dal campeggio






Risveglio


Alle 7 siamo pronti a partire. La padrona-sergente del campeggio non si vede in giro (voleva controllare che lasciassimo la nostra hytte in ordine) e dato che non possiamo aspettare che si svegli, lasciamo le chiavi nella cassetta e ce ne andiamo con la coscienza a posto (la hytte l’abbiamo lasciata in condizioni migliori di quanto l’avessimo trovata).
Prevedendo il freddo ci copriamo bene e per la prima (ed unica) volta nel viaggio indosso anche i sottopantaloni.
A quest’ora la strada è deserta… ma proprio deserta… e si va via veloci. Sosta benzina e colazione e poi verso Alta. Anche se abbiamo fretta non possiamo non fermarci all’ Altafjorden a fare foto perché lo spettacolo con la luce della mattina, limpida e tersa è incredibile.

Verso l'Altafjorden

Strada Deserta verso Alta

In zona Altafjorden
Entriamo ad Alta alla ricerca di una bottiglia da stappare sotto il globo. La città, un vero avamposto del West… sorry, del Nord sta riprendendo la vita. Parcheggiamo le moto in maniera abbastanza irregolare (secondo me in una ZTL) e dopo un po’ di ricerche troviamo un negozio di alcoolici dentro un centro commerciale. Prendiamo una bottiglia di Brut e già che ci siamo un’altra bottiglia di wisky…
 Fuori Alta troviamo la prima indicazione per Capo Nord… la sosta è d’obbligo. 
La prima indicazione per Capo Nord
Da qui la strada inizia a salire leggermente e le betulle piano piano scompaiono (gli abeti non ci sono più da un bel pezzo) e ci troviamo nella tundra. Fa freddo ma per fortuna c’è il sole.. con la pioggia questo altipiano attraversato dalla strada deve essere abbastanza desolante.
  Nella tundra dopo Alta
La tundra col sole
Le "bimbe" in fila
Grandi spazi
Invece, l'altopiano percorso nelle nostre condizioni è una fantastica corsa nella tundra spazzata dal vento su una strada deserta dove di tanto in tanto si vedono tende Sami e branchi di renne.
Ci fermiamo a Skaidi, il primo centro abitato dopo più di 100 km di tundra (occhio alla benzina…) per fare rifornimento e per mangiare un panino. Al distributore vedo uno strano “oggetto”: una meravigliosa BMW con sidecar chiaramente anni ’60 guidata da un danese con moglie e due bambini, anche loro diretti a Capo Nord (ovviamente…). Non riconosco il modello e chiedo. E’ una BMW off-road, l’antesignana della mitica R80 GS.
Scendendo verso Olderfjord riappaiono le betulle e bisogna rallentare perché le renne possono sbucare all’improvviso.
Le renne sono veramente bellissime e a vederle dal vero confesso di rimpiangere un po’ di averla mangiata…. Lacrime di coccodrillo…
Renne, bellissime quelle bianche...
un piccolo branco di renneesce dal bosco e si avvia sulla strada
un cucciolotto ritardatario sbuca dal boscodi betulle...
..... e corre a raggiungere il branco
Il clima è decisamente “artico”... meno male che c’è il sole…
A Olderfjord sbuchiamo di nuovo sul mare. Qui la E6 piega decisamente a Sud, verso la Finlandia, la percorreremo domani. Imbocchiamo la E69 che sale dritta verso Nordkapp sempre lungo una insenatura così ampia e lunga che definirla fiordo sarebbe forse improprio. La strada è bellissima, un vero scenario di natura selvaggia ed incontaminata. Sicuramente un ambiente più selvaggio ed ostile delle Lofoten. Un tortuoso tunnel lungo più di 3 km, scavato nella roccia, umido, angusto, buio e con il fondo sporco richiede molta cautela. Non l’ho trovato citato in nessuno dei resoconti di viaggio che ho letto…. Penso a cosa cosa sarà mai il famigerato tunnel che porta a Mageroya…
La temperatura si mantiene attorno ai 7-9 gradi, nel tunnel scende a 4.
Ad un tratto, entriamo nel “Comune” di Nordkapp…. Ci siamo quasi…
  (ok ok, la foto l’abbiamo scattata al ritorno come si vede dalla direzione di marcia e dal cielo nuvoloso però sta bene messa qui….. Quando siamo passati sotto il cartello andando a Capo Nord volevo fermarmi ma la fretta di arrivare era tanta, mi sono detto… vabbè, tanto ci passiamo domani al ritorno. Roberto, che deve aver avuto la mia stessa idea, al passaggio del cartello ha segnato il waypoint sul navigatore così quando il giorno dopo l’ho visto tagliare la corsia e “puntare” il retro del cartello, che ovviamente non si leggeva, ho pensato che fosse diventato matto…. me ne ero dimenticato). 

Il tempo continua ad essere splendido, so che qui il giro dei venti fa si che le condizioni possano cambiare nel giro di pochissimo tempo…. Ma se il diavolo non ci mette la coda. Anche se la carta indica la presenza di villaggi spesso non sono altro che agglomerati di 3 o 4 case con piccoli moli e una o due barche da pesca. Poco prima che la strada si allontani dal mare per andare verso l’imbocco del tunnel per Mageroya ci fermiamo a fotografare il lontano promontorio di Nordkinn, il punto più a Nord dell’Europa continentale dove ancora non abbiamo escluso di andare dopo Capo Nord.
  
 


Verso Nordkinn
La strada sale verso l’interno e e poi inizia a scendere verso il casello del pedaggio del tunnel… pensavo che ci fosse ressa e incredibilmente anche qui non c’e praticamente nessuno. Paghiamo (caro… una 20ina di € e si paga anche al ritorno..) e finalmente ci siamo…
Beh inutile nasconderlo l’emozione c’è e tanta… Norkapp-Tunnelen…6870 metri… 212 metri sotto il livello del mare…
Ci fermiamo all’imbocco del tunnel e spengiamo i motori. Silenzio... solo branchi di renne ovunque.
Bellissimo.
Eccoci al famigerato tunnel croce di tanti bikers…
Il "famigerato"  tunnel di Capo Nord
Branco di renne al tunnel
 
 Renne al pascolo all'imboccatura del tunnel
Beh.. forse sono andato sul Capo Nord sbagliato.. ma questo tunnel mi sembra proprio bello. Scende come una ascensore, un vero tuffo, ma al contrario di altri è ben illuminato, asciutto e con un fondo stradale molto buono. Freddo, questo si. Il computer di bordo mi dava 7 gradi all’esterno e qui si arriva a 3 o 4 gradi. Un tratto in piano e poi la strada si impenna vorticosamente. Qualcuno racconta che nella risalita le moto abbiano problemi di trazione , sarà per le Z8, sarà per la moto perfettamente equilibrata… nessun problema…
Ok, siamo sull’isola di Mageroya via di corsa a cercarci un posto dove dormire… fermandoci di tanto in tanto a fotografare… ma poco perché ci siamo quasi, c’è il sole e vogliamo affacciarci sul bordo della rupe col sole..
Isola di Mageroya
Isola di Mageroya
Isola di Mageroya
Anche su questa isola la pesca è un elemento fondamentale dell’economia e i “villaggi” sulla costa sono poche case con un molo ed un paio di barche.
A Honningsvag andiamo direttamente al Nordkapp Camping subito accanto al brutto Rica Hotel, punto di sosta dei tanti viaggi organizzati in pullman per Capo Nord. Ora non c’è nessuno, arriveranno in serata.
Prendiamo una hytte, cara per quello che offre il campeggio e per la struttura con servizi lontani (ma puliti) e docce e lavanderia gratuiti. Togliamo le laterali dalle moto e svuotiamo in parte i bauletti, non possiamo rinunciare all’antipioggia ai guanti di riserva e… alla bottiglia di Brut comprata ad Alta. E via…
Subito dopo il campeggio, la strada sale con ampi tornanti, sempre bellissima. Il tempo è stranissimo. Il vento (sempre violento) porta e spazza via le nubi in pochi minuti, è come trovarsi al centro di un assurdo ingorgo di venti, nuvole e sole. La temperatura si mantiene tra i 5 e i 7 gradi. Sopportabilissima vista la nostra attrezzatura anche se sono ore che guidiamo con questo clima. Sull’altopiano dell’isola di Mageroya il vento è impetuoso ma la guidabilità della mia moto rimane perfetta. Tutto quello che si è sempre detto delle BMW nel male e bene penso sia  vero…
La vegetazione è limitata a licheni e piante artiche, Ad un tratto sbuchiamo su una specie di terrazza a picco sul mare, una profonda insenatura dove l’acqua è irrealmente piatta, sembra una colata di acciaio. Affascinante, ma lascia percepire tutta l’ostilità dell’ambiente in cui ci troviamo. Sulla destra dell’insenatura si vede un alto promontorio. Quello è Capo Nord ma il Centro Visitatori è invisibile, a guardare bene si intravede solo quello che sembra essere un segnale trigonometrico o un radiofaro.
Panorama prima di Capo Nord
Insenatura "d'acciaio fuso"
La Rupe di Capo Nord
Zoomata verso la Rupe
La mia "bimba" alleggerita..
Pochi minuti e siamo all’ingresso del centro dove finalmente vedo il cartello indicatore fotografato in tanti report di viaggio che ho letto negli anni. Mi sembra quasi impossibile esserci arrivato.
Lo storico cartello
Paghiamo il biglietto che ci permetterà di accedere al pianoro per 24 ore e parcheggiamo le moto nel piazzale vuoto sotto un cielo blu… già perche a quest’ora, le 15 e 30, il centro è praticamente chiuso…. Non ci sono turisti ne’ attività di alcun tipo, solo un bar all’interno. Questa è l’ora migliore. Ci “diamo il 5”. Ora siamo veramente arrivati al giro di boa.
Il “globo” non è visibile dall’esterno ma appena passate le porte di vetro.. è lì, davanti a noi e per me che ho sognato questo viaggio per anni e che ormai pensavo sarebbe rimasto nella fantasie è un momento particolarmente emozionante.
 
Finalmente......
Torno indietro nel tempo, alla lettura del primo report su Capo Nord, alla decisione di tornare sulle due ruote, al primo incerto tragitto Boccadasse-Camogli sul Burgman … alle prime uscite in coppia con Antonella (terrorizzata..), cercando di capire come riuscire a far andar dritta quella specie di vasca da bagno. Chi avrebbe mai potuto pensare che sarei arrivato qui?
Una fantasia, un sogno accarezzato poco per volta e poco per volta fatto divenire realtà… e non c’è nulla di più bello di una “fantasia realizzata”… con tenacia e tanta pazienza.
La “pazienza del ragno”…
Mai avrei immaginato di riuscire a farmi scattare questa foto.....
Traversiamo il centro semideserto e siamo sul pianoro: al SOLE.
Il diavolo non ci ha messo la coda.
Sotto il globo stappiamo la bottiglia e chiediamo ad un turista di fotografarci (le foto in gruppo sono nella macchina di R&M e non le ho ancora..)
 
  
Mi affaccio dal promontorio verso il Mare Artico ed è emozionante immaginare che davanti a me non c’è proprio nulla. Nessuna terra emersa. Molto lontano lo Stretto di Bering e da lì l’ Oceano Pacifico con ancora mare fino al Polo Sud.
La sensazione di spazio infinito che si prova da queste parti l’ho provata solo sulle cime delle grandi montagne che ho scalato in gioventù.
 
Verso il Mare Artico
Sosta al negozio di souvenir per i soliti acquisti, un ottimo panino (ino???) con gamberetti, uovo sodo e maionese e rientriamo al campeggio.
Il tempo si sta guastando, sole e nuvole si alternano ma già si percepisce l’arrivo della perturbazione. Il freddo si è fatto abbastanza pungente. Al Campeggio, doccia bollente, bucato e cena. Alle 23 vogliamo tornare alla Rupe per il rito della mezzanotte.
Quando ci muoviamo nella luce irreale il tempo si sta decisamente guastando. Il vento è sempre forte ma le nuvole hanno il sopravvento e si mette a piovere. Una pioggia fine e ghiacciata che ti entra dentro.. e la temperatura ora è scesa attorno ai 2-3 gradi. Sul pianoro il computer di bordo mi segnala il rischio ghiaccio. Il vento è fortissimo e non mi stupisce che moto grosse e pesanti possano essersi trovate in difficoltà.
Ora facciamo la fila per entrare, la sarabanda degli autobus turistici è in pieno svolgimento. Alcuni tengono il motore acceso e la puzza dei diesel disturba parecchio.
Appena arriviamo smette di piovere.
Una fugace schiarita
Il centro visitatori funziona a pieno regime, c’è gente ma non la folla che temevo, comunque siamo contenti di essere venuti qui nel primo pomeriggio con una atmosfera decisamente differente e bellissima.
Anche se non vediamo chiaramente il sole il vortice delle nubi crea degli incredibili effetti di luce. Immagino cosa possano vedere gli occupanti di una minuscola barca al largo di capo Nord.
 Gli incredibili giochi di luce della notte artica
Dopo mezzanotte il centro inizia a svuotarsi, noi decidiamo di aspettare e andiamo alle moto a prendere qualcosa. Sorpresa! Parcheggiata accanto alle nostre c’è una Bandit S blu con due bandierine della Norvegia. Sono i Milanesi della Strada Atlantica. Anche loro qui. Rientriamo nel centro a cercarli ma nonostante tutti i nostri sforzi non li troviamo. Quando alla fine ce ne andremo la loro moto non c’è più.
Poco dopo la mezzanotte il centro chiude e Capo Nord torna nel suo silenzio. Roberto decide di fare una “pazzia” e di portare la moto sotto il globo per la foto. Io non mi fido, c’è un tratto di sterrato da fare, un terreno non propriamente ideale con le mie gomme.
Ed eccoli qui i miei compagni di viaggio con il loro sogno realizzato.
Roberto e Marilena sotto il Globo con l'Africa Twin

All’1 siamo pronti  per ripartire… un colpo di vento e il cielo si apre per un attimo regalandoci la visione del sole di mezzanotte… già perché lui non lo sa che sulla terra c’è l’ora legale. Ora è realmente mezzanotte….
Mezzanotte "solare"
 Un attimo. Il cielo si copre e arriva la nebbia. Una nebbia fittissima, bagnata che passa sotto gli indumenti termici e ti fa gelare.
Saranno 25 km con una visibilità non superiore ai 10-15 metri. Arriviamo al campeggio intirizziti, ci buttiamo nei letti avvolti nei sacchi a pelo.
Domani, per la prima volta da giorni volgeremo la prua a Sud.
 










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